|
La "Mamma Bella" non vuole abbandonare i suoi
figli di Montecalvo Irpino. Per loro, ma anche per tutti gli altri
devoti, vuole continuare a essere la Signora dell'Abbondanza.
Proprio come profetizzò, ancora bambino, San pompilio Maria Pirrotti,
gloria del centro in provincia di Avellino. A dispetto di ogni
ragione umana, Lei è sempre ritornata. La storia inizia nel XVII
secolo, quando a un antenato del santo apparve la Madonna chiedendo
di edificare, in suo onore, una cappella "indicando il luogo
preciso dove scavando avrebbero trovato cinque croci, sul quale
voleva essere perpetuamente venerata sotto il titolo di Santa Maria
dell'Abbondanza". Un desiderio che si realizzò il 13 settembre
1621: l'arcivescovo di Benevento, Mons. Alessandro di Sandro,
consentì la costruzione dell'edificio sacro in località Trignano di
Montecalvo.
Lì i fedeli, numerosi, si recavano a venerare la statua della
Vergine, dono dell'insigne famiglia irpina. Questo fino al terribile
terremoto del 14 marzo 1702 che la rovinò gravemente, tanto che i
Pirrotti la riportarono nel palazzo avito, confinandola in soffitta.
Triste fine per la "Mamma Bella" dell'Abbondanza, destinata in un
angolo, a lasciarsi coprire dalla polvere del tempo. Ben diversi
erano i disegni divini. Impescrutabili. A svelarli fu il piccolo
Domenico Giovan Battista Michele, il futuro San pompilio, che
raccomandò alla madre di tenere il simulacro "in grande
considerazione, perchè sarebbe stato venerato, un giorno, con culto
pubblico". Una profezia che ha atteso ben trecento anni per
attuarsi. passata attraverso la canonizzazione di Pompilio Maria
Pirrotti, sacerdote dell'Ordine dei Chierici Regolari Poveri della
Madre Di Dio delle Scuole Pie, chiamati popolarmente Scolopi o
Piaristi, fondati nell'autunno del 1597 dal santo spagnolo Giuseppe
Calasanzio per la predicazione e l'educazione dei giovani. Un
apostolato che il religioso irpino, nato - sesto di undici figli -
il 29 settembre 1710 dal dottore in legge Girolamo e dalla
nobildonna Orsola Bozzuti, esercitò per circa un decennio,
dedicandosi poi alla predicazione e alla confessione e percorrendo
tutto il Meridione. Fino alla morte avvenuta, il 15 luglio del 1766,
a Campi Salentina, in provincia di Lecce. Subito pregato come un
santo. E non poteva essere altrimenti. Si narra che parlasse con i
defunti e che, alla recita del Rosario, partecipassero anche i
teschi conservati nella cripta della Chiesa napoletana di Santa
Maria del Caravaggio in piazza Dante.
Proprio nella capitale borbonica aveva fondato, nel 1754, la
Congregazione della Carità di Dio per il suffragio alle Anime del
Purgatorio. Straordinari prodigi che si accompagnano ad altri: dalla
levitazione ai dialoghi con l'immagine della Madonna di montevergine
e al miracolo della vita ridata ai piccioni, servitogli arrosto, e
rifiutati perchè rigorosamente vegetariano.
Beatificato da papa Leone XIII, ospite dei Pirrotti a Montecalvo
circa cinquant'anni prima, il 27 gennaio del 1890; venne
canonizzato, da Pio XI, il 19 marzo 1934. A rinvigorire la già
eccezionale figura, il ritrovamento, il 16 marzo 2001, in un
sottoscale murato del avito, di tre statue corrose del tempo. Un
certosino lavoro di qrchivio portato egregiamente avanti, su
incarico del parroco don Teodoro Rapuano, dallo storico Giovanni
Bosco Maria Cavalletti, è riuscito a configurare contorni sicuri al
fortunoso recupero. Le tre statue - raffiguranti una Madonna
allattante con Bambino, un Santo diacono e una Addolorata - sono
state restaurate a cura della Soprintendenza per i Beni Artiscici di
Salerno e Avellino, nello studio romano di Paolo Tribuzio. Dove gli
specialisti, attoniti fanno una sensazionale scoperta. Nella pupilla
vitrea dell'occhio destro della Vergine vedono impresso,
tridimensionalmente, un teschio che per la scienza "non è
riconducibile ad opera umana". E qualcuno dice di aver visto, in
quella sinistra, anche l'immagine del Cristo. Misterioso evento che
ricorda quello analogo di Guadalupe in Messico e che conduce a
Montecalvo pellegrini, pronti a confidarsi con la "Mamma Bella".
Custodita dal 25 aprile 2002 nella Cappella Carafa della Chiesa
Madre. E San Pompilio? Il suo corpo si conservano a Campi Salentina
nel Santuario a lui dedicato; a Montecalvo reliquie sono presenti
nella cappella allestita nella casa natale, dove è in preparazione
un museo pompiliano, e nella Chiesa di San Bartolomeo.
In the little centre of Montecalvo Irpino the
Madonna dell'Abbondanza or "Mamma Bella" is the object of a worship
of very remote origins. Destroyed by a terrible earthquake occurred
in the 17th century, the statue of the lady was left abandoned in an
old palace. In recent times it has undergone a restoration that has
brought to a very extraordinary discovery: in the right eye of the
lady there is a three-dimensional skull that, according to
scientists, can not be the work of man. |