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NON VOGLIO ESSERE SOLO SANTO O SOLO DOTTO, MA SANTO E DOTTO INSIEME
San Pompilio, Maestro


Quale maestro di scuola, il padre Pompilio esercitò  Scrupolosamente tale compito nello spirito e nel carisma del Calasanzio, per ben tredici anni, nelle rispettive città di Turi, di Francavilla Fontana, di Brindisi, di Ortona a Mare, neI Seminari di Lanciano e di Napoli, nella Casa della Duchesca.
Grande e primario fu l'interesse e l'impegno del padre Pompilio per la scuola, e sublime ed eccelso il concetto che ne aveva.
Per lui la scuola fu qualcosa di celestiale, di paradisiaco.
Infatti, se il "Paradiso è nella vita presente - diceva - o è nel chiostro o nella scuola". Egli godeva, perciò, dei buoni allievi santi e dotti; perché, affermava, con convinzione, che la dottrina senza buoni costumi non può essere mai mai profittevole.
Per lui l'insegnamento, secondo il carisma del Calasanzio, era ed è azione preventiva contro il male e premessa per il bene. E sullo stile della pedagogia calasanziana, per essere alla portata degli educandi si abbassava al loro livello: si vestiva, come dire, dei loro stessi panni come fa il cacciatore o il pescatore che si adattano alla preda.
L'arte dell'educatore, infatti, sta nel saper ben comunicare, nell'adattarsi alla capacità degli allievi, nell'awincere e dominare il loro spirito, altrimenti l'opera sua sarà men che vana. Si metteva, perciò, in ginocchio nell'insegnare, come davanti al Maestro interiore che istruisce i suoi piccoli. Gli scolari del Pirrotti, sul suo esempio, stavano composti nella persona e in atteggiamento modesto e pio, attenti alla parola facile e persuasiva del loro maestrol e dal suo insegnamento, esposto
con lucidità e acutezza, tutti riuscivano a trarre profitto e a fare notevoli progressi, in una igiene e disciplina scolastica, senza castighi, in una mutua e piena comprensione, meta ambita di ogni educatore.
Egli era cosciente che l'insegnante che mette in pratica ciò che insegna sarà considerato grande nel regno dei cieli (cf Mt 5,1 9). I saggi infatti brileranno come to splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia, splendono come le stelle per tutta l'eternità (cfr Dn 12,31). l cultori della sapienza sono cultori di Dio (cfr Sir 4,14). Nel cuore del saggio (prudente) risiede la Sapienza e potrà istruire gli indotti (cfr Prv 14.33).

(Scheda a cura di Padre Serafino Perlangeli dSP)