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CIO' CHE NON E' ETRNO E' NULLA
San Pompilio, predicatore


L'impegno primario di maestro non impediva al padre Pompilio di svolgere il suo apostolato anche fuori la scuola.
Il 10 settembre 1734, ad appena sei mesi dall'ordinazione, tenne un panegirico del Nome di Maria, nell'arcivescovado di Brindisi. Il 1 0 dicembre 1 734 fu nominato Padre Spirituale dell'Arciconfraternita della Morte ed Orazione, in Francavilla, carica esercitata per circa due anni con sommo zelo, ed attività e con molto profitto delle anime alla sua cura affidate.
A Ortona a Mare, oltre la scuola nel seminario, non lasciava di predicare, confessare, raccomandare anime, ed era presto e sollecito alle necessità e bisogni spirituali e temporali di tutta la città di Ortona, che già lo stimava e venerava per gran servo di Dio e letterato. Egli predicava per ben quattro e più volte al giorno, e la sera terminava con una processione penitenziale, disciplinandosi; e molti to imitavano.
In un quaresimale a Penne IPescaral, fece centocinquanta prediche, poiché predicava tre volte al giorno. E fece sette panegirico con tanta grazia ed energia da destare tanta ammirazione.
Alto, emaciato per le penitenze ininterrotte e di straordinario rigore, col crocifisso elevato, con l'eloquenza semplice, ma solenne anche nella veemenza della voce e nel gesto risoluto..., egli appariva ispirato da una luce sublime, e i suoi accenti risuonavano nell'interno delle coscienze come voce di Dio.
E le conversioni avvenivano e così numerose, che testimoniano da sole to zelo dell'infaticabile Evangelizzatore.
Dopo Lanciano e gli Abruzzi, dove aveva effuso in special modo i tesori della sua sapienza, del suo zelo, della sua carità, del suo ministero sacerdotale, dei suoi prodigi tra le folle che to seguivano, tanto da essere chiamato l'Apostolo degli Abruzzi, il suo infaticabile apostolato di predicatore e confessore proseguì, tra sospensioni e concessioni, a Napoli, a Lugo, ad Ancona, a Tornareccio, ad Atessa e dovunque, inces-santemente, insistentemente e reiteratamente veniva richiesto, concludendo la sua feconda corsa a Campi Salentina, dove l'attendeva la corona di giustizia che il Signore giusto giudice gll aveva preparato (cfr 2Tim, 4, 7-8). E nell'immedesimarsi in ciò che predicava, non mancarono, al dire di testimoni, eccessi, manifestazioni, atti esteriori spettacolari, spontanei e interiormente sinceri, improntati alla penitenza, riproducendo in sé, sulla sua pelle. la passione di Gesù.
Egli voleva così partecipare alle sofferenze del Cristo, divenendogli conforme e dandone testimonianza, nella speranza della risurrezione (cf Fil 3, 10).

(Scheda a cura di Padre Serafino Perlangeli dSP)