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Un abisso di peccato richiede un abisso
di misericordia
San Pompilio, confessore


Il padre Pompilio, quale ministro della misericordia divina,  conscio delle parole di San Paolo, secondo cui "Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione... non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi ia parola delia riconciliazione" (cfr 2 Cor 5,1 8-20), fu sempre sollecito e disponibile ad accogliere i fratelli che, illuminati dalla sua predicazione e sospinti dalla grazia. desideravano riconciliarsi con Dio.
Per San Pompilio l'amministrazione del Sacramento della Penitenza dovette occupare gran parte delle sue giornate del ministero sacerdotale e fu, per lui, anche fonte di dispiaceri e guai. L'unico oggetto dal quale era mosso il servo di Dio a confessare era l'onore di Dio e la salute delle anime; e la maniera tenuta verso i penitenti era la più benigna e caritatevole; e sempre ilare, giustificò anime infinite colla sua scienza, e il popolo ne rimaneva soddisfatto.
Del resto, non è pedagogicamente corretto riprendere dura-mente il peccatore, che confessa umilmente i propri peccati.
Si può ottenere l'effetto contrario. Perciò, conscio del suo dovere di ministro del perdono di Dio, fu assiduo dalla mattina alla sera, qualunque fosse stato il giorno, qualunque l'ora, di maniera che recava meraviglia come avesse potuto disim-pegnare detto ministero tanto in chiesa, quanto fuori, pazientissimo e pieno di carità, dolce e soave, per attirare ostinati peccatori.
Ma come predetto, non mancarono per lui dei dispiaceri. Infatti "fu accusato, qual uomo turbolento. fazioso, inquieto, qual troppo amante del suo volere, e condiscendente fino all'ec-cesso in assolvere le colpe de' traviati" e mite nell'imporre penitenze".
L'azione del padre Pompilio, si rivelò, invece, conforme all'insegnamento della Chiesa antico e odierno. Il Pirrotti non sl stancava mai di confessare e di raccomandare la confessione nei modi e nei tempi dovuti, lasciando la libertà di scelta del confessore, perché altro è il Confessore e altro è il Direttore spirituale.

(Scheda a cura di Padre Serafino Perlangeli dSP)