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San Pompilio e la Madonna dell'Abbondanza


La storia della Madonna dell'Abbondanza inizia nel XVIl secolo, quando a un antenato del santo apparve la Madonna chiedendo dl edificare, in suo onore, una cappella indicando il luogo preciso dove scavando avrebbero trovato cinque croci, sul quale voleva essere perpetuamente venerata sotto Il titolo di Santa Maria dell'Abbondanza.
Un desiderio che si realizzò il 13 settembre 1621: l'Arcivescovo di Benevento S.E. Mons. Alessandro di Sangro, consentì la costruzione dell'edificio sacro in località Tignano di Montecalvo, proprietà della famiglia di San Pompilio.
Lì i fedeli, numerosi, si recavano a venerare la statua della Vergine. Questo fino al terribile terremoto del 1 4 marzo 1702 che la rovinò gravemente, tanto che i Pirrotti la riportarono nel
palazzo avito, confinandola tra le cose vecchie di casa. Triste fine per la Mamma Bella dell'Abbondanza, destinata in un angolo, a lasciarsi coprire dalla polvere del tempo. Ben diversi erano i disegni divini. Imperscrutabili.
A svelarli fu il piccolo Domenico Giovan Battista Michele, il futuro San Pompilio, che raccomandò alla madre di tenere il simulacro della Madonna in grande considerazione, perché sarebbe stato venerato, un giorno, con culto pubblico. Una profezia che ha atteso ben trecento anni per attuarsi. Il 16 marzo del 2001 durante i lavori di risanamento e di ristrutturazione del Palazzo Pirrotti, in un sottoscala murato, furono provvidenzialmente rinvenute dal muratore Carlo D'Agostino, esecutore dei lavori, e dagli operai Giancarlo lorillo ed Eugenio Goduto, due sculture lignee raffigurante la Madonna con il Bambino e un San Lorenzo, oltre la testa e le mani appartenenti a un manichino della Madonna Addolorata. Le tre statue furono restaurate a cura della Soprintendenza per i Beni Artistici di Salerno e Avellino, nello studio romano di Paolo Tribuzio, con la direzione del Dott. Giuseppe Muollo.
l restauratori, attoniti, fecero una sensazionale scoperta. Nella pupilla vitrea dell'occhio destro della Vergine videro impresso un'immagine simile a un teschio che dalle prime analisi effettuate, sembrerebbe non riconducibile ad opera umana.
San Pompilio usa spesso nelle sue lettere titoli mariani richiamanti la statua allattante della Madonna dell'Abbondanza. "La Signora Mamma vl allatterà ... Da Mamma Bella fatevi sempre allattare ... Mamma Bella non vi farà mancare il latte spirituale".
Dopo il restauro, il 25 aprile 2002, la Madonna dell'Abbondanza è stata solennemente intronizzata nella splendida Cappella Carafa della Chiesa di Santa Maria, oggi Santuario Mamma Bella dell'Abbondanza e San Pompilio in Montecalvo Irpino

(Scheda a cura di Giovanni Bosco Maria Cavalletti)