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23 marzo 2001
Discorso per la riapertura della Chiesa Madre
Chiesa Madre di Santa Maria
Eccellenza Reverendissima,
grazie per questo ulteriore dono che ha fatto alla nostra co­munità parrocchiale. E non c'è occasione migliore per esprimere a Lei i nostri più cari e filiali auguri per il decennale del suo ingresso nella nostra chiesa beneventana. Sono uniti a me nel ringraziarla tutti i laici, che come catechisti, educatori, animatori, coristi e a qualsiasi altro titolo sono im­pegnati nel ministero parrocchiale. Noi montecalvesi Le siamo grati, per quello che ha fatto alla nostra comunità. La sua azione pastorale è un se­gno dell’amore di Dio nei nostri confronti. Grazie ancora Eccellenza per aver dato, attraverso l'unificazione delle Parrocchie, un impulso for­te per rispolverare, alle porte del Terzo millennio dell'era cristiana, la no­stra fede; La Parrocchia ritrova oggi un luogo che rafforzerà ancora di più il concetto di Chiesa - Famiglia di Dio. Grazie per aver elevato, con quel decreto, Santa Maria a titolo di Chiesa Madre; Grazie per aver scelto San Pompilio compatrono insieme a San Felice; Grazie per le dedicazioni della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo; di San Nicola in Contrada Corsano e di Santa Maria della Pace in Contrada Malvizza; e a Dio piacendo tra poche settimane la Divina Provvidenza, legherà ancora una volta la Sua persona alla storia di questo antico paese dando a Lei, Arcivescovo Metropolita, la gioia e l'onore di riconsegnare al culto pubblico la bella statua di Nostra Signora dell’Ab­bondanza. Come non sentirsi coinvolti in questo misterioso evento già profetizzato da San Pompilio: "un giorno questa immagine sarà venera­ta con culto pubblico". A Lei Eccellenza l'affetto filiale e caloroso di tutta Montecalvo.
Il 24 luglio 2000 nell'esprimere la gioia per l'inaugurazione della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, dopo aver elencato le date del­l'inaugurazione delle altre due chiese rurali dissi: sono gioie immense che speriamo di coronare con la gioia più grande che si attende di vivere in paese da molto tempo, la riapertura al culto della chiesa Madre di Santa Maria.
Il Buon Dio ha accolto le nostre preghiere e oggi commossi non possiamo non esprimere sentimenti di gratitudine a Lui origine di ogni be­ne.
Ringrazio tutti gli intervenuti; i confratelli sacerdoti, il Signor Sindaco e l'Amministrazione Comunale, l'Arma dei Carabinieri, il Corpo di Po­lizia Municipale, Il Dirigente scolastico. Molti hanno manifestato, attraverso messaggi, la loro vicinanza per­ché impossibilitati a venire; Don Adriano De Lillo, Padre Rosario Corbo, Suor Dorina, Suor Rosita. Hanno inviato messaggi augurali, il discendente di Casa Pignatelli l’Avvocato Antonio Avezzù Pignatelli, Il prof. Fernando Santosuosso, vice presidente emerito della Corte Costituzionale.
Un grazie, che non è certamente di circostanza va al dott. Giuseppe Muollo della Sovrintendenza ai beni Artistici di Salerno Avellino. Una per­sona amabile e sensibile che ci ha aiutato tanto nel difficile e intrigato mon­do burocratico. Unisco al dott. Muollo nei ringraziamenti lo staff del suo ufficio e i suoi collaboratori, gli architetti Vito De Nicola e Cinzia Vitale.
Gran parte dei lavori di ristrutturazione si è svolto con l'opera ap­passionata del volontariato, tanti hanno capito l'importanza di quest'opera, tanti hanno speso energie e risorse in modo del tutto gratuito. E come sempre accade in questi momenti abbiamo condiviso gioie grandi, ma anche qualche incomprensioni e sofferenze. I gesti, le parole, le emozioni, gli avvenimenti che hanno caratterizzato questi sette mese sono scritti nel mio cuore e in quello di Dio. Grazie Tulimieri Gianfranco, Tulimieri Mario, Iampaglia Mario, Aramini Franco, D'Agostino Luigi, D'Agostino Gerardo, Verzaro Giovanni, Capuozzo Sergio, Grasso Emanuele, Gelormini Antonio, Corvino Antonio, Luisi Antonio, D'Agostino Carlo, Mariano Antonio, De Cristofaro Giovanni, Lo Casale Pompilio, D'Addona Franco, D'Agostino Antonio, Puopolo Antonio, Caccese Antonio, Fioriello Carlo, D'Agostino Alessandro, Aucelli Massimo, Graziano Francesco, Panarese Mario, Suglia Michele. Grazie Giovani dell’Azione Cattolica. Ringrazio per la preziosa consulenza tecnica i sempre vicini Pallavanti Gennaro, Lazazzera Tony, Cardillo Giovanni. Ringrazio per la consulenza storica Giambosco Maria Cavalletti, che insieme al compianto prof Giuseppe Lo Casale, ha tenuto, con i suoi preziosi studi accesa la piccola fiammella che oggi arde in tutto il suo splendore.
Ringrazio tutte le maestranze: La ditta Di Fonza Domenico e Antonio, M.C.M. Calcestruzzi e sabbia, La Ditta Capozzi Pompilio, Vetrate Artistiche Fiorentine, Mizar amplificazioni, La Ditta Cristino Gaetano, La Ditta Fioriello Antono, La Ditta Tedesco Antonio e Carlo, La Ditta Tedesco Pompilio, Lo Studio D'Arte e Restauro di Florio Marisa, Materiali Edili Giovanni Marra, Materiali Edili Castiello Massimo, Elettro 2000, Ferramenta Fioriello.
Per il delicato restauro dei marmi e delle pietre ringrazio la Ditta La­biase Pietro. Ringrazio per la sensibilità dimostrata i fratelli Russo titolari del­l'Azienda Maioliche Russo Arianese, per lo studio e la riproduzione del­l'Antica pavimentazione della Chiesa che a detta del Cardinale Orsini una delle cose più belle di questo edificio.
Ringrazio la folta squadra delle pulizie, insostituibile per il tocco di eleganza finale dato a questo edificio.
Un grazie di cuore a tutti voi Azionisti di maggioranza di questa chiesa. Le Azione non sono state solo un'invenzione per racimolare soldi, ma un modo per farvi sentire ancora più legati alla Chiesa Madre.
Il mio pensiero in questo momento va al grande S. Pompilio. Papa Leone XIII parlando di lui scrisse: "Pompilio come stella nel cielo splende e irradia del suo fuoco tutte le genti" e rivolto ai montecalvesi il papa am­monisce: "Pompilio, glorioso e beato, dalla sede immensa dei Cieli riguar­da con volto benigno voi e la patria. Su di voi e sulla patria memore sem­pre si compiace di spargere con larga mano i doni celesti. E voi? Dovete corrispondere a Pompilio che ben lo merita, e seguire gl'insegnamenti e gli esempi che a voi ha lasciato. L'amor vostro riconoscente celebri sempre i grandi trionfi di Lui, le fatiche per voi tollerate, le azioni illustri, la fede. Non mai dall'animo vostro sia tolta la dolce figura di sì grande Eroe!".
Carissimi fratelli e sorelle, chi di noi, oggi, può negare, come sia sta­ta forte la presenza illuminante e rassicurante del nostro santo concittadi­no, soprattutto in questi ultimi tempi. Ci ha guidato per mano, ci ha indica­to il cammino, ci ha aperto anche materialmente le porte soprattutto quan­do volevamo far prevalere la prudenza sulle scelte da farsi. E' ancora tanta l'emozione dell’agosto 2001 quando demmo inizio alla peregrinatio nei luoghi pompiliani. Arrivati dinanzi a questa illustre collegiata, per vivere la prima sosta, all'improvviso alcune gocce di pioggia ci costrinsero ad entra­re da abusivi nel luogo di culto più bello e più suggestivo della nostra Montecalvo. Capimmo allora che non potevamo più tentennare nelle deci­sioni da prendere. Apriamo questa chiesa all'inizio del Terzo millennio dell’era cristiana. Abbiamo celebrato il Giubileo, ci siamo lasciati dietro le spalle le po­lemiche e la rabbia. E oggi ancora una volta come vostro parroco vi chiedo di purificare con serenità la nostra memoria e la nostra storia. Tutti noi sappiamo come Montecalvo sia stato al primo posto nell’elenco dei paesi che hanno contribuito alla costruzione del nuovo Seminario Arcivescovile di Benevento. Conosciamo tutti come non sia stata indolore la vendita di questi terreni. Conosciamo tutte le difficoltà che questa operazione ha pro­vocato. Questo è ormai un dato storico acclarato. Il vanto però di avere una chiesa che era titolare di tanti terreni e poca cosa dinanzi alla gioia e al vanto di aver contribuito alla costruzione del luogo di formazione di tanti giovani seminaristi, futuri sacerdoti della Shie­sa beneventana. E' giusto oggi ricordare e riconoscere questo sacrificio, per poter chiudere con la riapertura della Chiesa madre un capitolo della storia montecalvese. Dissi a Natale di essere ottimisti per il futuro di Montecalvo. Essere ottimisti significa fare luce sul passato, significa sentire la necessità di conoscere, approfondire, scavare nella memoria.
La riapertura di questa insigne collegiata, il Terzo Centenario della nascita di San Pompilio, che capiterà nel 2010; il 70 anniversario dell'ordinazione sacerdotale di S. Pompilio, 2004; la realizzazione del moderno Museo delle Memorie di S. Pompilio e della Religiosità Montecalvese; la riscoperta e la valorizzazione dei tanti luoghi pompiliani: Palazzo Bozzuti, Palazzo Pirrotti, la chiesa di S. Gaetano, il sito della Madonna dell'Abbondanza; il ritorno in paese dopo soli 10 mesi di restauro della bella della Madonna ritrovata il 16 marzo scorso, sono eventi che vanno preparati, capiti e accolti come ulteriori doni di Dio.
Sono ottimista sul nostro futuro, soprattutto perché sento vicino la presenza consolante del nostro concittadino, che in vita ha dato prova di essere un grande montecalvese, un cittadino innamorato della sua terra, un emigrante orgoglioso delle sue origini, un cristiano responsabile che sempre più al suo Caro Sposo (Gesù) raccomanda tutti e tutto il paese. Così pregava in vita e sempre più ora che sta in Paradiso raccomanda tutti i suoi concittadini e tutto il paese.
A conclusione di una giornata così storica per la nostra comunità Montecalvese, ufficialmente e pubblicamente rivolgo due proposte al­l'Amministrazione Comunale, come parroco e a nome dell'intera comunità montecalvese che veramente lo desidera. Innanzitutto ricordare ai posteri, con ceppi, lapidi o tabelle due stori­che chiese di Montecalvo. La prima è la chiesa del SS. Corpo di Cristo che sorgeva nell'attuale Piazza S. Pompilio. Una chiesa che ha avuto un posto importante nella formazione del piccolo Domenico Pirrotti. La seconda chiesa è quella del Purgatorio che sorgeva nell’attuale Piazza Vittoria. Lì Mons. Agostino Pecci futuro papa Leone XIII iniziò i processi di beatifi­cazione, lì S. Pompilio si intratteneva a pregare e a dialogare con i defunti lì il pronipote di S. Pompilio fece mettere due lapidi per non far perdere la memoria di questi eventi. La seconda proposta che mi permetto di rivolgere a tutto il Consi­glio Comunale è quella di intitolare la nuova piazza dinanzi alla Chiesa Par­rocchiale a Papa Leone XIII. Papa Leone XIII ricorderà sempre la sua vi­sita a Montecalvo, e come lui stesso dice dal giorno della sua salita a Mon­tecalvo, mai si è dimenticato di questo paese e ha sempre chiesto ogni giorno l'intercessione del beato Pompilio. Nostra Signora dell'Abbondanza, mirabilmente riapparsa ai nostri occhi, con sguardo materno protegga l'intera comunità montecalvese. Ci sentiamo veramente suoi figli, e da Lei desideriamo ricevere quel latte ma­terno che ha dissetato la sete di santità di San Pompilio. Quest'immagine te­nera e materna ha seguito i primi passi del piccolo Domenico, che è diven­tato, secondo l'indicazione evangelica, piccolo; Babbo mio, Mamma Bella, Colombino Caro, Amante Bello, sono le affettuose espressioni, che solo un bambino, sicuro dell'affetto paterno e materno di Dio, poteva dire. Auguri Montecalvo, Auguri di ogni bene, auguri di prosperità, auguri di santità.