Ritorna     Home page     Santuario     Madonna dell'Abbondanza    Osservatore Romano
In Italia non c’è paese che non conservi le tracce della devozione mariana e si resta sorpresi a volte dinanzi a un titolo poco usato che merita una più attenta collocazione legittima, essendo caro alla pietà popolare.
Nell’Arcidiocesi di Benevento, a Montecalvo Irpino, si è ripreso provvidenzialmente il culto alla Madonna dell’Abbondanza, già da tempo venerata nel palazzo della famiglia Pirrotti e invocata come “Mamma Bella” da un loro componente, il santo scolopio Pompilio Maria Pirrotti (1710-1766). Il suo avo, dottore Scipione Pirrotti il 15 giugno 1621 rivolse all’Arcivescovo di Benevento il nobile napoletano Alessandro di Sangro la richiesta di poter edificare nella contrada campestre di sua proprietà Tingano una cappella alla Madonna dell’Abbondanza. In varie visioni Maria SS. Espresse la volontà di essere venerata in una chiesetta e ne indicava il luogo, dove si sarebbero trovate cinque croci. Il 13 settembre 1621, l’Arcivescovo di Sangro venne incontro al desiderio dell’avvocato e l’edificio, oggi non più esistente, venne innalzato e nel 1704, il Cardinale Vincenzo Orsini, poi Papa Benedetto XIII, lo consacrò e concesse opportune indulgenze. Da qui due volte l’anno la pregevole immagine veniva portata alta sulle. Spalle in processione per le strade di Montecalvo con grande affluenza di fedeli.
Dopo il sisma del 14 marzo 1702, il dottore Girolamo Pirrotti, padre di san Pompilio, accolse nella cappella del suo palazzo la statua lignea della Madonna dell’Abbondanza, attribuita dal docente all’università di Haifa, Yoni Hascher, a un allievo di Francesco di Giorgio Martini.
San Pompilio percepì il profondo significato dell’espressivo titolo mariano nella sua comunione di amore con la Madonna e da Ancona con una lettera, datata 12 aprile 1764, ancora una volta stimolava ad onorare Nostra Signora dell’Abbondanza e a diffondere con amore e dedizione il suo culto. Nei suoi soggiorni a Montecalvo passava le nottate in preghiera nell’oratorio domestico sacro alla Madonna dell’Abbondanza e nell’ultima sua venuta, il 17 giugno 1765, dopo aver celebrato la Messa nell’oratorio domestico dinanzi alla sua immagine, si accomiatò dai suoi, per rientrare a Campi Salentina, dove morì il 15 luglio 1766.
Il retaggio di tesoro spirituale da lui lasciato e vivificato dalla sua santità come valore fondamentale risulta la devozione alla Madonna e con forte richiamo insisteva: “Da Mamma fatevi ben sempre allattare, perché Essa ha da essere quella che vi ha da rinvigorire, acciorchè possiate essere trionfatrice di tutto l’inferno…”. Con spontanea immediatezza di espressiva intensità al fratello Michele scrisse: “Vorrei, se mai potessi avvantaggiare il beneficio di Mamma Bella dell’Abbondanza e mettere in doveroso culto di venerazione quella Santa Immagine che dovrebbe essere a cuore a noi altri di tal discendenza…”.
Profetizzò l’estentersi nella pietà e nella religiosità popolare la scelta preferenziale della sentita devozione.
Per caso la statua della Madonna dell’Abbondanza insieme con quelle dell’Addolorata e di San Lorenzo fu rinvenuta murata nella casa natia di San Pompilio il 16 marzo 2001 3e per cura della Soprintendenza ai beni Artistici di Salerno e di Avellino venne trasferita a Roma per subire il serio lavoro dei necessari restauri che trovarono nella realtà del suo volto nella pupilla destra l’immagine visibile, sicura e comprovata di un teschio, senza saperne l’origine.
Il 24 aprile 2001 avvenne la presentazione ufficiale del simulacro restaurato a Montecalvo Irpino e il giorno successivo il Metropolita di Benevento Mons. Serafino Sprovieri, tra l’entusiasmo popolare che visse con gioia il particolare momento, fece deporre la statua nella cappella rinascimentale realizzata dal feudatario conte Giovan Battista Carafa nella decorosa chiesa madre dedicata all’Assunta e ora l’opera può essere ammirata e goduta nella sua bellezza con una corale istanza di fede per il ripristino del culto.
Come genuina espressione della spiritualità mariana il 16 marzo di ogni anno, con larga partecipazione del popolo di Dio, si celebra la festa di Nostra Signora dell’Abbondanza. Questo titolo bello e significativo è perfettamente logico nel suo peso specifico per l’innegabile pregio di contenuto e di pathos e caratterizza con la locuzione sintetica e tipica l’eredità della tradizione mariologica di Madre spirituale dell’intera umanità e di Mediatrice d’intercessione per tutte le grazie. Questo singolare titolo costruttivo per il suo orientamento di fondo va valorizzato come appoggio di speranza e segno incoraggiante del terzo millennio.
(Lunedì-Martedì 2-3 Dicembre 2002 - N. 278)
Vivacità di un’antica religiosità popolare a Montecalvo Irpino

Riscoperta la devozione alla Madonna dell’Abbondandanza.
di Mons. Salvatore Moffa
WYSIWYG Web Builder