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Il titolo di  “Madonna dell'Abbondanza”, con il quale la Vergine è venerata con attitudine di fede e di amore nella chiesa madre di Montecalvo Irpino, ci dà gioia e capacità di arricchirci per la sua reale consistenza di importante devozione nella vita del cristiano. E' un titolo radicato nel cuore delle tradizioni popolari ed ha una sua validità teologica.
E difficile stabilirne l'inizio. Certamente si colloca nella cornice della pietà del popolo di Montecalvo, che con sentimento e intuizione si rivolge a Maria e ne fa sentire la comunione. Si tratta dunque di un appellativo che non nasce per caso, ma si inserisce nella realtà fondamentale del credente.
La speciale connotazione non è errata e neppure una forzatura, ma una felice intuizione applicata alla Madonna, perché si fonda sull'annuncio della maternità divina portato dall'arcangelo Gabriele a Maria quando la chiamò non per nome, ma a buona ragione: "Piena di grazia". Essa è il nostro punto di riferimento per l'incontro con Dio in virtù della sua totale cooperazione al disegno di salvezza universale operata da Gesù, dispensatore di tutte le grazie, che volle dilatare la funzione materna per la redenzione a madre di tutti i figli di Dio.
Senz'ombra di dubbio non è una matrice sentimentale, ma nella cornice della trasparenza il titolo che arricchisce di vitalità la letteratura mariana sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Gesù, di cui la Madre è "generosa socia".
La potenza dell'amore rende l'uomo capace di donare e Dio, che è amore, offre 1'abbondanza delle grazie sull'umanità che dev'essere salvata.
IL Salmo 64 ricorda: "Al tuo passaggio stilla 1'abbondanza". E'il riconoscimento dell'intensa gratificazione del Signore e il simbolismo del linguaggio popolare nasce dal modo in cui la gente è capace di intendere la fede e dà senso alla motivazioni dei titoli mariani per la capacità di perseguire i valori nella loro attualità fedelmente senza sconti per il ruolo specifico.
L'uomo sperimenta continuamente i suoi limiti e prende coscienza che ha enorme necessità dell'aiuto di Dio, non potendo realizzare tutto da se. Una tensione lo spinge ad andare più lontano rispetto al prevedibile e al consueto con 1'autentica fecondità della fede. IL Signore ci invita a prendere contatto con la "Piena di grazia" e di appellarci a questa abbondanza per continuare con fiducia e superare ostacoli. A suo tempo Geremia comunico la Parola di Dio: " Il mio popolo abbonderà dei miei beni» (31, 14) e a sua volta s. Paolo scrisse ai Romani: "Molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo" (5, 17) e aggiunse: "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia" (5, 20).
Si comprende 1'agire di Dio nella vita umana e si intravedono gli orizzonti nella preziosa mediazione di Maria per cui s. Anselmo nel 52 suo discorso disse: "O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza". A suo tempo, anche s. Bernardo asseri: "Iddio ha voluto Che non avessimo nulla che non passasse attraverso le mani di Maria". La religiosità popolare esige immagini concrete e immediate che meritano fiducia, essendo patrimonio comune di familiare e sentita venerazione
A Montecalvo Irpino l'immagine della Madonna dell'Abbondanza offre l'occasione per captare la presenza materna di Maria ed è impegno di solidarietà nella fede. La sua statua, attribuita a un discepolo di Francesco di Giorgio Martini per molto tempo ha fatto sfoggio dell' effetto plastico della sua bellezza nel cappella della casa Pirrotti. La Vergine porta in dolce atteggiamento di amore materno sul braccio sinistro Gesù Bambino. Suscita emozione, nutre il fervore e rivela la certezza dell'invisibile nella speranza fiduciosa di ottenere la sua protezione. Nella pupilla dell'occhio destro reca la sembianza di un teschio che non si spiega anche se visibilissimo.
Il santo scolopio concittadino Pompilio Maria Pirrotti, che guidò e promosse come oggetto di particolare culto capace di portasi nel cuore senza abbandonarlo,  il 12 aprile 1764 scrisse in una lettera al fratello Michele: "Vorrei, se mai potessi, avvantaggiare il beneficio di Mamma Bella dell'Abbondanza e mettere in doveroso culto di devozione questa Santa Immagine che dovrebbe essere a cuore, a noi altri di tal discendenza".
Le parole di s. Pompilio hanno lasciato il segno. Il 25 aprile 2002, dopo tre secoli, è tornata al culto Nostra Signora dell'Abbondanza. Il sisma del 14 marzo 1702 danneggiò la cappella dedicata in località Tignano dai Pirrotti con il titolo di s. Maria dell'Abbondanza da lei detto in una visione. Ora la statua è deposta, nella Cappella Carafa della chiesa madre di Montecalvo e se ne celebra la festa i 16 marzo. E' divenuta centro di attrazione  e la "Mamma Bella", si dona a tutti abbondantemente per la sua maternità
(Lunedì-Martedì 10-11 Marzo 2003 - N. 58)
A Montecalvo Irpino una devozione  radicata nella più antica devozione popolare

Il culto della "Madonna dell'Abbondanza"
di Mons. Salvatore Moffa
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