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MAESTRO DEI GIOVANI E DELLA PAROLA
di Tarcisio Arnesano - Presenza Cristiana N° 5/2004
Campi Salentina, cittadina a pochi chilometri da Lecce, si celebra l'anno pompiliano in coincidenza con il 70° anniversario della Canonizzazione di San Pompilio Maria Pirrotti, avvenuta il 19 marzo 1934 ad opera di Pio XI nella Basilica di San Pietro. Molte e varie iniziative e manifestazioni religiose e culturali si avvicenderanno in questi mesi del 2004 nella città salentina e avranno come centro il San-
tuario, dedicato a San Pompilio, dove sono custodite le sue spoglie mortali.
L'urna di cristallo e argento, che le racchiude, è arricchita da rilievi raffiguranti episodi della vita del Santo. Vi si leggono incise in estrema, ma chiara sintesi, oltre ad alcune indicazioni biografìche, queste
due frasi che evidenziano le caratteristiche della spiritualità di San Pompilio e il suo messaggio molto attuale anche per noi: “Nelle Scuole Pie fu Padre e maestro dei giovani, apostolo infaticabile della Divina Parola, dispensatore assiduo del perdono di Dio, salì con gioia il calvario della sofferenza. L'amore di Gesù, l'Amante Bello, e di Maria, Mamma Bella, lo rese Santo e lo elevò alla gloria celeste". "Dio, Dio, Dio e niente più! Non vi curate di cercare altro. Cercate il fondamento delle virtù sode e abbandonatevi sempre nelle mani di Dio. E non ci sia in voi se non il mio caro Amante Bello. Vi voglio innamorati di Dio con amore vero".
Di tutta la sua vita di apostolo infaticabile e della sua opera restano moltissime testimonianze, ma soprattutto le sue bellissime lettere datate e quelle di direzione spirituale (circa duemila;. Ma chi era San Pompilio?
Nato nel 1710 a Montecalvo Irpino (AV) dalla nobile famiglia Pirrotti, a soli 16 anni abbandonò la casa paterna per raggiungere Benevento, dove entrò nel noviziato delle Scuole Pie, fondate da San Giuseppe Calasanzio per l'educazione cristiana dei giovani. Ordinato sacerdote, fu maestro e poi insegnante di retorica per 8 anni. Ben presto, oltre alla docenza, esercitò la predicazione, la confessione e la direzione spirituale. In tempi in cui si diffondevano idee filosofiche e politiche (illuminismo) che favorivano l'anticlericalismo e in cui le idee gianseniste allontanavano i fedeli dai sacramenti, in particolare dall'Eucarestia, Padre Pompilio predicava l'amore e la misericordia di Dio, la sofferenza che unisce a Cristo Crocifisso, la devozione al Cuore di Gesù e Maria e la vocazione di tutti alla santità. Ovunque folle di fedeli lo seguivano per ascoltarne la parola di vita e di speranza e per ricevere i Sacramenti. Lo chiamavano Padre Santo, anche per i suoi numerosi prodigi.
Il suo incessante pellegrinaggio apostolico, pur tra difficoltà, conflitti e incomprensioni, durò 25 anni e toccò varie città d'Italia (Ortona, Lanciano, Napoli, Chieti, Ancona, Lugo di Romagna,
Manfredonia). Nel 1765 fu mandato dai superiori nella Casa scolopica di Campi Salentina, in un momento difficile per la comunità religiosa e per l'Istituto scolastico. In un solo anno Padre Pompilio riuscì a cambiare l'ambiente comunitario e a migliorare le scuole, la chiesa, l'oratorio e il noviziato. Straordinaria fu infine la sua opera per aiutare le popolazioni salentine che, stremate da una terribile carestia e tormentate dalla fame e dalle malattie, accorrevano a lui. Il Santo moltiplicò in quel suo ultimo anno di vita i miracoli di carità a favore di tanti affamati, specialmente bambini. Fino all'ultimo giorno non risparmiò le residue energie, celebrò la Santa Messa, confessò tanti fedeli e al tramonto del 15 luglio, mentre i rintocchi delle campane annunciavano i primi vespri della Madonna del Carmine, si spense seduto su una panca di legno in segno di povertà e penitenza.
Nel dichiararlo Beato (26 gennaio 1890), Papa Leone XIII, grande estimatore e devoto di Padre Pompilio, così disse di lui: “Uomo insigne per santità, che con lo splendore delle sue virtù brilla quale fulgida stella,... fu istitutore amorevole di fanciulli, tenero amico dei poveri, confessore instancabile, banditore zelante della divina parola. La sua vita fu un intreccio stupendo ed esercizio continuo di ogni cristiana virtù". Come dicevamo all'inizio, il 19 marzo 1934 Pio XI lo proclamò Santo
e lo additò al mondo intero come educatore ed apostolo: "Santificatore di se stesso..., santifìcatore di anime nel ministero sacerdotale, in ogni circostanza continua va nell'adempimento del suo quotidiano dovere e tutto questo con quel tranquillo, calmo fervore quotidiano che è la cosa più difficile, specie quando è mantenuta in tutta la vita".
Ci piace concludere con la preghiera che la chiesa recita il giorno della sua festa (15 luglio): "O San Pompilio che ti sei donato a tutti nella predicazione del vangelo, nell'amore disinteressato per i
poveri e nell'educazione dei giovani, aiutaci ad essere come te imitatori del Cristo, Maestro buono e fedele, e rendici attenti e disponibili alle necessità dei fratelli".