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RESTAURO DELLE LETTERE DI S. POMPILIO
Il Codice Pompiliano Montecalvese
In occasione del 250° anniversario della morte di San Pompilio, la Parrocchia  ha messo in essere il restauro conservativo delle lettere di San Pompilio conservate a Montecalvo e che formano il Codice Pompiliano Montecalvese.
Si tratta di uno sparuto numero di 23 lettere, che vanno dal 1726 al 1766, a fronte di quel gran numero che compone tutto l’epistolario del Santo. Esse possono costituire, con i possibili e vari riferimenti, richiami e rimandi, una vera sintesi dell’itinerario quarantennale storico-religioso, spirituale e ascetico-mistico della vita del Pirrotti,  atta ad evidenziare  ed esaltare, senza dubbio, la sua  personalità, e il suo spessore umano e spirituale, sempre ilare e allegro.
Di tali lettere, tredici sono indirizzate a suo padre, una al suo Direttore spirituale, due a sua madre, una al fratello Carlo, due al Sig. Ferramosca, due alla Sig.ra Giovanna Napoletani, moglie di quest’ultimo e destinataria di altre ben numerose lettere, due al fratello Michele.
Esse sono scritte dai vari luoghi di dimora del santo religioso e rispettivamente:
due da Montecalvo (I-II), di cui una al suo direttore spirituale e l’altra al padre; una da Chieti (III) al padre; quattro da Melfi (IV-VII) tutte al padre; una da Turi (VIII) al padre; quattro da Francavilla Fontana (IX-XII), di cui le prime tre al padre e una al fratello Carlo; una da Brindisi (XIII) sempre al padre; una da Ortona a Mare (XIV) al padre; due da Lanciano (XV-XVI), di cui una al padre e una alla madre; una da Pescara (XVII) alla madre; una da Napoli (XVIII) al Sig. Domenicantonio Ferramosca; tre lettere di direzione spirituale (XIX-XXI), di cui una allo stesso Sig. Ferramosca, scritta probabilmente da fuori Lanciano, e due alla moglie di quest’ultimo, la Sig.ra Giovanna Napoletani, senza dubbio da Lanciano;  infine, una da Ancona (XXII) al fratello Michele e l’ultima da Campi (XXIII) sempre al fratello Michele.
Il restauro verrà affettuatto dal
CE.RE.LIB.AV - Centro di Restauro del Libro di Manzione Leonida in Avellino mentre le spese di tutta l'operazione sarà a carico dei fedeli di Montecalvo, che come sempre, con la loro generosità, hanno già provveduto a coprire l'intera somma.