Ritorna      Home page       Incontri Pompiliani
La Madre della Misericordia
  
di Padre Serafino Perlangeli aSP
Gesù Cristo, nato dalla Vergine Maria, è il volto della misericordia del Padre, scrive Papa Francesco nella Bolla d’indizione dell’Anno Santo. Egli rivela a noi con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona l’amore e la misericordia di Dio in modo definitivo (cf Bolla d’indizione, n. 1).
La Vergine Maria, santa e immacolata nell’amore, scelta da Dio quale Madre del Redentore dell’uomo (cf ib. n. 3), è invocata quale Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni durante l’Anno Santo, invoca il Papa, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto, continua il Papa, è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore (Ib. n. 24). Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanza tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende “di generazione in generazione” (Lc 1,50). Anche noi, prosegue il Papa, eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sarà di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa, l’8 dicembre 2015, per sperimentare i frutti della misericordia divina.
Presso la croce, Maria, insieme a Giovanni, il discepolo dell’amore, è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno. Rivolgiamo a lei, esorta il Papa, la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina (madre di misericordia), perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù
(Ib). Oltre alla Vergine Maria, la nostra preghiera si estenda, scrive il Papa, anche ai tanti Santi e Beati che hanno fatto della misericordia la loro missione di vita (Ib.).
Fra questi, per noi Scolopi, emerge S. Pompilio che ha fatto di tale misericordia il tenore di vita della sua missione, del suo apostolato, facendo sperimentare la bontà della misericordia divina.
Così infatti egli scrive: O’ quanto a un Dio piace avere l’anima nostra nelle mani! Ha eccovi Dio mio, l’anima mia! Questo nuovo anno sia un anno santo per santificare l’anima tua.
Un Dio quanto impegno tiene per la salute eterna dell’anima mia. Un Dio quanto mi ama e procura mostrarmi l’amor suo. Ed io, ah caro Dio mio, quanto sono infame, quanto poco penso a me stessa! Signore, ah abbiate pietà di me, che con tanto affetto avete rimirato e mi rimirate. Abbiate misericordia di questa anima. Vi è costata tanto; e poi Signore la volete abbandonare? Signore, usate misericordia con me e non mi lasciate così
(lett 147).
Il termine “misericordia”, composto da due parole: “miseria” e “cuore”, sta per amore che guarda alla miseria della persona amata: ha compassione, si prende cura della miseria della persona amata per liberarla. Dio,”ricco di misericordia”
(cf Ef 2,4) prova per l’uomo, per ciascuno di noi, un amore che sente compassione delle nostre miserie, se ne prende cura per liberarcene.
Per questo S. Pompilio considera e fa considerare: Un Dio mi vede; un’eternità mi aspetta. Che sarà di me? Renderò  conto a un Dio. Qual sarà la eternità mia? Signore non riguardate alle mie miserie, bensì solo guardate alla misericordia vostra
(cf lett 161).
Stando sotto il manto della gran Regina, sotto la protezione di Maria, la “Gnora”, Mamma bella della misericordia, Ella ci pone al sicuro nelle braccia di Dio. Queste braccia sono l’onnipotenza e la misericordia di Dio. O’ che belle braccia sono queste! Un Dio tutto può colla sua onnipotenza. Un Dio tutto vuole, perché è misericordioso. Signore, Signore nelle vostre braccia sto io, quanto vi piace; e ancorché non mi ho meritato mai l’amore vostro, amatemi per pietà. Ah Figlia, quanto starete sicura, se con viva fede in queste braccia vi metterete! L’uccelletto nel suo nido, e voi nelle braccia di Dio. Là ci sta la Gnora pure, e da essa pure sarete custodita, e più ben chiusa. Onde ecco il loco vostro in eterno: nelle braccia di Dio.
Dite alla Gnora: Gnora mia, perdonate le mie sciocchezze, e insegnatemi voi, acciocché io ami il caro Dio mio senza imperfezioni. Amen
(lett. 225).
La protezione e il sostegno della madre della misericordia ci rende partecipi della misericordia di Dio. Ella di continuo ci offre il suo genuino, tonificante, nutriente latte che ci corrobora per corrispondere all’amore di Dio.
Via alla bella Signora Celeste, potente Regina nostra con tutto affetto, acciocché da essa vi si confermi la protezione sua, e possa essa trionfare della vostra miseria col farvi crescere nelle virtù,  e vi faccia crescere nella bella fiamma di amore verso il caro Bene. Crescete quanto potete, e non dubitate, mentre dalla Madre di Dio si porta tutto l’impegno per l’anima vostra, e secondo l’amor suo è certo che potete essere sicura di salvarvi, mentre avete Maria che vi porta. O’ quanto giova la speciale protezione di Maria. Afferratevi forte a essa; e non temete.
Baciate sette volte il Cuore della Gnora e succhiando da quello il Latte, dite: Ah Vergine e Madre di Dio, lasciate che io succhi da questo Cuore vostro l’amorosa fiamma che mi bruci una volta e mi faccia santa. Considera poi: Un Dio è pieno di  misericordia per me, ma io non sono capace di  riceverla come l’hanno ricevuta e la ricevono tante anime. La misericordia di Dio ricerca un cuore umile, un cuore contrito, un cuore dilatato. Questo cuore non ho io. Ah Gesù caro, e datemelo questo cuore, acciocché possa io essere partecipe, come tante anime, della vostra misericordia, della quale ho bisogno
(lett 261).
Con insistenza S. Pompilio sollecita i suoi devoti a cercare da Mamma Bella il latte, a succhiare il latte della misericordia, quel latte che ha allattato la Misericordia stessa, divenuta povero e tenero bambino nella carne.
Alla Gnora con amorosi slanci di cuor filiale slanciatevi: Ah mamma, ah cara mamma bella, latte, latte a me poveraccia vostra figlia. Via, cuor mio, all’amore, all’amore. È tempo adesso di amare
(lett 123)Invitta in ogni occasione, senza paura, e non dubitate; mentre la bella Mamma cara farà essa, e da essa riceverete adesso più che mai il latte, che vi rinvigorirà ad essere prudente, valida, disinvolta e libera nell’operare. Vedete bene che la Mamma cara vi porta, essa vi dirige, e da essa avrete da ricevere tutto l’avanzo nel servizio di Dio. E quando la Madre del santo Amore vi maneggerà di che avrete da dubitare? (lett 285)-  La bella Mamma nostra col latte suo potente ed amoroso ha da rinvigorirvi, ha da condurvi per quella via per la quale conduce le anime, le quali voglio essere contraddistinte dall’amabilissimo Dio (lett 290)Gnora mamma cara, Voi allattatemi. Voi fatemi a genio di un Dio (lett380). Gnora mamma cara vi darà il bello Latte, e vi assisterà, acciocché conosciate l’amore, col quale vi ha amata e vi ama la bella Madre di Dio (lett 485).
La maternità misericordiosa di Maria riceve il suo suggello ai piedi della croce
(cf Gv 19,26-27), dalla quale scorre quel latte divenuto sangue nelle vene del Figlio, purificando l’umanità affidata a Maria, quale Madre di Misericordia. E in quel sangue divino S. Pompilio, con ripetute espressioni, bagna, inzuppa i suoi destinatari (vedi sue lettere). Lasciamoci bagnare anche noi da quel Sangue misericordioso e accogliamo, come Giovanni, la Madre di misericordia; e lasciamoci accogliere, nel contempo, noi stessi tra le sue braccia materne e misericordiose, per ottenere grazia e trovare misericordia.   È il benevolo consiglio di S. Pompilio e la sua preghiera.