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L'Anno Santo della Misericordia
e l'Anno Pompiliano
di Padre Serafino Perlangeli dSP
   

     Felice coincidenza!  Il Papa indice il 12 aprile, festa della divina Misericordia, l’Anno Santo della Misericordia, che avrà luogo dall’8 dicembre 2015, in ricordo del cinquantesimo della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II (1965),  al 20 novembre 2016, Festa di Cristo Re, nel mentre ricorre l’Anno Pompiliano per i 250 anni dell’arrivo e della morte di S. Pompilio a Campi (1715/1716 - 2015/2016).
I due eventi si richiamano alla misericordia divina: Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo (Ef 2,4).
Papa Francesco pone al centro dell’attenzione il Dio misericordioso che invita tutti a tornare da Lui (Nota Radio Vaticana, 14 /03/2015).
L’incontro con Lui ispira la virtù della misericordia.
Nel suo significato spirituale, l’Anno Santo consiste in un perdono generale, un’indulgenza aperta a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e il prossimo. Così, l’Anno Santo è sempre un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana.
Il rito di aprire la Porta Santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto a tutti un “percorso straordinario” verso la salvezza.
“Sentire misericordia, dice il Papa, questa parola cambia tutto. E il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto.  Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza” (Angelus 17 marzo 2013).
E ancora: “C’è  tanto  bisogno oggi di misericordia, ed è importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti! Noi stiamo vivendo il tempo della misericordia, questo è il tempo della misericordia” (Angelus dell’11 gennaio 2015).
Ancora, “Quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza” (Messaggio per la Quaresima 2015).
S. Pompilio è il Santo della misericordia; la esprime nella sua vita, nel suo ministero, nella sua comunità; la inculca e la sollecita nei suoi penitenti
Egli stesso infatti si affida alla misericordia divina e ne canta le lodi: misericordias Domini in aeternum cantabo (lett. XLIV), e ponendo in Dio solo la sua fiducia: Dio, Dio, Dio e niente più (lett. LXXIX).
Nelle difficoltà e miserie umane non trova altro rifugio se non nella misericordia divina, abbandonato nelle divine mani, perché o’ quanto il Sommo Amante sa bene agire per sua infinita misericordia (cf Lett. XCVII).
Grande misericordia e pazienza usa nei confronti dei confratelli, amando tutti, scusando tutti, comprendendo tutti, usando bei modi e belle maniere, con delle barzellette per tenere allegra la comunità, inducendo i confratelli, pregandoli in ginocchio, a più ragionevoli e spirituali sentimenti.
Nelle numerose e affollate confessioni usa dolcezza, comprensione, bontà e misericordia, mettendo i penitenti a loro agio e libertà nel confessare i propri peccati, facendo sperimentare loro la bontà e la misericordia di Dio che non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva. I confessori siano misericordiosi, dice il Papa (Bolla d’indizione, n.17).
Nella direzione spirituale fa toccare con mano quanto impegno, pazienza e misericordia usa Dio nei confronti delle anime, per condurle e introdurle alla comunione intima con Lui, nonostante la resistenza della natura umana, poco duttile all’azione della grazia divina.
Ecco alcune eloquenti e accorate espressioni: Che farò io, nel vederti con me tanto ingrata senza veruna corrispondenza? Io ti sopporto, perché la mia divina misericordia vuol trionfare di te, ma vedi che la ingratitudine è un vizio trafittivo assai del Cuore mio e mi stimola ai castighi. Sappiati avvalere del tempo, e non fare che venga lo sdegno mio sopra di te. È tempo adesso di corrispondenza, e la corrispondenza ha da essere fondata nei fatti. Dammi il libero maneggio di te, e lasciami far di te quanto mi piace. Così mi corrisponderai. Questo ti dice un Dio, anima mia. Che vuoi far tu?(lett. 3).
Non si lascia attendere la risposta e la considerazione dell’anima:  Dio non cessa di amare me. Io non cesso di dare disgusto a Dio. Io col fiele sempre per Lui; esso col miele sempre per me. Signore, questa è la mia vita, piena di iniquità. Abbiate pietà di me. Non mi trattate come mi merito, usate con me misericordia (lett. 5).
Di questo tenore sono le circa 44 espressioni che mettono in risalto la misericordia divina e che possono aiutarci a corrispondere a Dio che ci ama.
È  bene tenere presente durante l’Anno Santo il Vangelo di Luca, chiamato “evangelista della misericordia”; lo “scriba mansuetudinis Cristi”, come lo definisce Dante Aligheri: “narratore della  mitezza del Cristo” (De Monarchia, I  XVI  2).
La misericordia è un tema molto caro a Papa Francesco che ha per motto vescovile: “miserando atque eligendo”, citazione presa da S. Beda il Venerabile, a proposito della vocazione di S. Matteo: “Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore (con occhi di misericordia) e lo scelse, gli disse: Seguimi”. (Bolla d’indizione, n.8) Questo passo è un omaggio alla misericordia divina, la quale, leggiamo nella Evangelii gaudium, dove il termine misericordia ricorre 31 volte, “è la chiave del cielo” (n. 197). “Come, in pericolo d’incendio, corriamo a cercare acqua per spegnerlo, allo stesso modo, se dalla nostra paglia sorgesse la fiamma del peccato e per tale motivo ne fossimo turbati, una volta che ci venga data l’occasione di un’opera di misericordia, rallegriamoci di tale opera come se fosse una fonte che ci viene offerta perché  possiamo soffocare l’incendio” (n. 193; S. Agostino).
“Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36; Ev. Gaudium, n. 179).
Misericordiosi come il Padre: è il motto dell’Anno Santo (Bolla d’indizione, n. 13 e 14).
Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre (Sal 25,6; Bolla n. 25).