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L'Amor di Dio
in San Pompilio
di Padre Serafino Perlangeli aSP
Siamo creati dall’Amore per amore, per amare e  vivere d’Amore nel più grande comandamento dell’amore. L’amore di Dio è il fine costituzionale e vocazionale dell’uomo. La mia vocazione è l’amore, dice S. Teresa di Gesù Bambino. Nel cuore della Chiesa, mia Madre, continua la Santa, io sarò l’Amore!  Così sarò tutto… così il mio sogno sarà realizzato!!! (Ms. B, 11) 
L’amore  è  il fondamento, il cardine  della vita cristiana, lo sviluppo integrare e la piena realizzazione della persona.
L’amore di Dio apre la creatura al Creatore ed Egli trionfa su di essa, configurandola a Cristo nella sua umanità e divinità L’amore ci fa scoprire la nostra immagine divina, la radice ultima della nostra umanità.
Chi vi ama veramente, o mio Bene, scrive Santa Teresa d’Avila, cammina con sicurezza per una strada larga e reale, lontano dai precipizi. Per poco che inciampi, vi affrettate a  stendergli la mano e se il suo cuore non è per il mondo, ma solo per voi, non riescono a rovinarlo non dico una caduta, ma neanche molte, perché cammina nella valle dell’umiltà (Vita, 35,14). Felicissimo cambio, continua la Santa, dare a Dio il nostro cuore per avere il suo! (Camm. di perfez  16,10). Ma non si arriva che assai tardi al perfetto amor di Dio, perché  siamo così avari e così  lenti nel darci a Lui, anche perché essendo esso tanto prezioso, il Signore esige che non sia goduto se non a caro prezzo (Vita, 11,1). Non è possibile amare Dio e amare insieme le vanità della terra (Camm. di perfez.40,3).
S. Pompilio, muovendosi sulla stessa lunghezza d’onda,  mette in evidenza, in modo appropriato e toccante, il contrasto tra il grande amore di Dio e l’insensibilità della creatura. Dio ama talmente le sue creature che non lascia un momento a sollecitarle continuamente con accorati e teneri appelli alla corrispondenza d’amore e lo fa con ingegnose espressioni in un delicato e appassionato dialogo, rispettando la libertà personale. Così egli fa dire a Dio:
L’amor mio, non può trionfare della creatura se la creatura non vuole. È fuoco l’amore mio, ma ha questa prerogativa che,  quantunque ritrovasi  in mezzo alla creatura, non la tocca se essa non vuole, e se non gli dà libertà di bruciare. Sempre sta l’amore mio con la creatura, essendo essa immagine mia, ma non brucia per non avere licenza. Così dichiara il Signore i suoi sentimenti a te, o anima mia, che dici? Ah! Se l’amore di un Dio non trionfa di me, che sarà di me in eterno? Dove mi toccherà? Signore abbiate pietà di me, guidatemi ad essere bruciata da voi, e tra tante anime che restano preda del vostro amore, sia l’anima mia.
Quale il rimedio?  Ama la solitudine, dove l’amore si posa (cf Osea 2,16). Fuggi  l’amore delle creature, e odia tutto il mondo. Fa che il cuore tuo sia di un Dio. Mortifica le passioni. Tieni frenati i sensi. Opera per l’eternità. La vita tua sia spesa bene. Vedi che fai (lett.33).
Dio non si dà pace, interroga e parla al cuore della creatura; le chiede amore, quale mendicante d’amore, alla sua creatura, anch’essa mendicante d’amore, da buon fidanzato alla sua fidanzata, come lo sposo alla sua sposa restia, smascherandole la furbizia:
Il cuore di chi è? Vedi che sei tu furba. Dici che sia il mio, ma non è vero. Io tengo l’occhio fisso e penetro l’interno tuo.  Non è mio il cuore, come tu dici; è di te stessa. Tu  stessa abiti dentro di quello, non io. E tu ben  sai, quanto io ti amo. Ah non apprezzi l’amor mio! Così, anima ti dice Gesù, così è. Vedi bene, e risolvi.
Considera: se nel mondo il cuore mio non sarà di Dio, Dio in eterno non sarà di me. Perderò  Dio in eterno, per non aver dato a Dio il cuore. Ah caro Signore, non permettete questo! Voi  pigliatelo il cuore e fatene quanto vi piace (lett.65).
L’amore divino, come si è detto sopra, citando Santa Teresa, non è cosa facile, costa fatica, perché è una perla preziosa: occorre sforzo, buona volontà, preghiera, offerta  di se stesso e fiducioso abbandono all’amore divino, che è ingegnoso nel portare l’anima amante all’unione perfetta con sé:
L’amore divino si acquista con fatica, perché si tratta di una cosa rara, e non così facilmente si può ottenere. Quanto hanno faticato i Santi, per avere questo amore? Oh beate quelle anime, le quali sanno pigliare la via giusta per questo. Caro Gesù, fate che io abbia l’amore vostro dentro del cuore mio. Fatemi bruciare col vostro fuoco divino (lett.212).
Ecco Signore, questo cuore. Voi siete fuoco, bruciatemi, incendiatemi. Caro Dio è tempo che io mi rinnovi come Fenice. Date alla macchie tutte del cuore mio l’ultimo fuoco, acciocché vostra io sia tutta (lett.266).
L’amore divino oh quanto è ingegnoso nel portare l’anima amante alla unione perfetta  con un Dio! A questo amore abbandonatevi e datevi tutta a vincere voi stessa in ogni cosa. Abbandono perfetto con una fede eroica e con un impegno di essere tutta di un Dio, tutta, sempre riconfermando la volontà vostra nelle mani divine.
Quando nel vostro incendio, Dio mio, resterà tutto arso questo cuor mio?  Signore, quanto vi vorrei amare! (lett.318).
Gesù non chiede grandi azioni, dice Santa Teresina, ma soltanto l’abbandono e la riconoscenza. (cf Ms B, 11).
Col cuore sempre nel cuore di Gesù, abitiamo e viviamo l’Amore.